Dieta a zone : consigli e linee guida

Dieta a zone : consigli e linee guida

La Dieta a Zone : cos’è la dieta a zone
La dieta a zone, detta anche solo con il termine “zona”, porta questo nome perché tutti i nutrienti, come i carboidrati e le proteine, sono distribuiti durante intervalli nel corso della giornata e sono corrispondenti ai pasti. Con il tempo si impara a gestire tali intervalli e le modalità di preparazione del cibo per realizzare gli effetti positivi di questo regime alimentare che alcuni definiscono un vero e proprio stile di vita.

Per seguire la dieta a zone nel modo giusto è importante conoscere bene tutti i macro nutrienti e i rapporti che si innescano tra di essi e che favoriscono il buon andamento del metabolismo. Esistono anche alimenti considerati buoni e alimenti che devono essere assunti con moderazione ma l’obiettivo della dieta a zone è quello di nutrirsi con proteine, carboidrati e grassi (i cosiddetti macro nutrienti appunto) perché possano portare naturalmente beneficio all’organismo.

E’ importante entrare nel meccanismo della dieta a zone per recuperare un’alimentazione sana eliminando i cosiddetti “junk food” (cibi spazzatura altamente nocivi per la salute e che danno dipendenza per le sostanze in essi contenute).

Come funziona la dieta a zone

La dieta a zone è un regime alimentare che non porta ad avere fame tra un pasto e l’altro e non si concentra sull’assunzione di sole proteine come avviene per esempio nella dieta Dukan. E’ curioso invece che chi la intraprende faccia fatica a mangiare tutte le porzioni sorprendendosi del fatto che si possa dimagrire mangiando praticamente tutto.
Il segreto è imparare a gestire il potenziale di ogni pasto senza rinunciare al gusto ma facendo attenzione a mangiare ciò che è indicato.
Gli alimenti della dieta a zone si possono combinare e valutare principalmente per il valore nutritivo che hanno, senza trascurare la soddisfazione del palato, quindi senza fare immani sacrifici, sforzarsi di privarsi di cibi considerati anche pericolosi sul lungo periodo (grassi nel sangue come colesterolo e trigliceridi) ma aiutando l’organismo a utilizzarli senza che rimangano in circolo provocando potenzialmente danni molto seri.

Si può anche scegliere di “illudere” il cervello con cibi che fanno volume e altri che nonostante le piccole quantità contengono le sostanze necessarie.
In linea di massima la dieta a zone non richiederebbe di essere seguiti costantemente da un medico, come il dietologo o il nutrizionista, anche se è sempre consigliabile seguire i consigli degli esperti in materia. Nella dieta a zone è tuttavia riconoscibile un beneficio metabolico soprattutto per chi svolge un’intensa attività fisica in quanto è molto energetica.

Le quantità dei cibi nella dieta a zone

piramide-alimentare-dieta-zoneLa dieta a zone prevede di pesare i cibi a crudo per calcolare l’apporto dei suddetti macro nutrienti ma è un operazione da svolgere soltanto nel primo periodo, quando si ha poca “esperienza”. Con il tempo invece è possibile farlo in modo abbastanza automatico e, senza seguire la tabella per controllare se si rimane nella “zone di pertinenza”, si possono anche usare dei compilatori che si trovano on line, (esempio1, esempio2) e che sono estremamente veloci e versatili. Con questo meccanismo è sufficiente selezionare la quantità di cibo e subito si avrà la concentrazione dei macro nutrienti.

Bisogna tuttavia tenere presente che l’apporto di carboidrati, proteine e grassi è soggettivo, quindi bisogna valutare il proprio stile di vita e il consumo di calorie per sapere come intraprendere la dieta a zone.

Il meccanismo metabolico alla base del dimagrimento con la dieta a zone

La domanda tuttavia è: come si dimagrisce se le rinunce alimentari sono poche? Con la pianificazione dell’apporto di macro nutrienti il metabolismo viene spinto a lavorare verso i massimi livelli ed è cosi che si bruciano calorie.
In particolare è l’effetto dell’insulina, che provoca lo stimolo della fame, che viene tenuto sotto controllo, non permettendo mai all’organismo di andare in “digiuno” ma tenendolo sempre attivo perché bruci più grassi possibili.
La pianificazione della dieta a zone
I pasti devono essere frammentati almeno in cinque “sessioni” giornaliere e i macro nutrienti (rispettivamente carboidrati, proteine e grassi) devono avere in ordine un apporto pari al 40% e al 30% per gli ultimi 2.

Non bisogna assumere carboidrati a base di zuccheri complessi che possono stimolare la produzione di insulina e quindi l’abbassamento del glucosio nel sangue (di questo fanno parte sia la pasta e i farinacei che i dolci).
I pasti essendo frequenti, presumibilmente 3 principali e due merende, ma si può anche arrivare a 6 in un giorno, non devono avvenire a una distanza di tempo superiore alle 5 ore. Se dovesse accadere bisogna subito rimpiazzare la mancanza alimentare con uno spuntino che preveda le 3 parti di macro nutrienti.

In definitiva la dieta a zone punta molto a ridurre l’apporto di grassi saturi a favore di quelli benevoli contenuti nel pesce e nell’olio d’oliva extravergine. Sono fondamentali anche frutta e verdura e i carboidrati anche a colazione (sono preferibili prodotti integrali preparati in casa)

La dieta a zone per gli sportivi

La dieta a zone è molto indicata per chi pratica sport ad alti livelli e ha bisogno di realizzare prestazioni al massimo della forma.
L’apporto così distribuito porta ad avere una grande scorta di energia utilizzabile nei momenti di richiesta “extra” dove altri atleti invece sono già a riserva di forze.
In tal caso si tratta della concentrazione di glicogeno che si mantiene alta e i muscoli non vengono usurati rimanendo efficienti. Come ogni dieta è necessario associare un’attività fisica regolare anche se non professionistica.

Infografiche Dieta a Zone

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