Differenze tra Ictus, Ischemia ed Aneurisma

Differenze tra Ictus, Ischemia ed Aneurisma

Le differenze tra Ictus, Ischemia ed Aneurisma

L’ictus, l’ischemia e l’aneurisma rappresentano una serie di complicazioni patologiche caratterizzate, rispettivamente, da alterazione del tessuto nervoso celebrale dovuto a lesioni dei vasi arteriosi, da insufficiente apporto di sangue in un distretto dell’organismo e da una dilatazione della parete arteriosa, venosa o del cuore.

Ictus

Con questo termine si individua un episodio acuto di origine vascolare cerebrale, determinato da emorragia o infarto. Si manifesta, nella maggior parte dei casi, con una improvvisa perdita di coscienza, confusione mentale, mal di testa, vertigini, sonnolenza e con emiplegia ovvero perdita della mobilità volontaria che coinvolge una metà laterale del corpo, causata da una lesione, di solito vascolare a livello dell’area motoria del cervello o del tronco dell’encefalo. Le cause principali di questa patologia sarebbero l’arteriosclerosi e l’ipertensione arteriosa, tuttavia anche la trombosi, l’embolia e l’emorragia ne sono responsabili.

L’ictus si manifesta raramente in persone di età inferiore ai quarant’anni ed in questo caso è sempre dovuta a problemi di natura trombotica. Nelle forme più gravi, l’ictus si presenta improvvisamente ed in modo cruento. La persona colpita cade a terra inerte, il respiro si fa corpo, il polso lento e metà del corpo si paralizza. Inoltre, può avere attacchi di nausea, vomito, convulsioni fino ad arrivare al coma. Le forme meno gravi possono essere superate senza che permangano danni cerebrali, alcune volte persistono deficit della mobilità o della parola. Nell’ictus cerebrale, un pronto intervento medico specializzato non solo può salvare la vita della persona colpita ma anche migliorare il suo recupero. Prima dell’arrivo dell’ambulanza, sarà fondamentale che il soccorritore posizioni l’ammalato in modo tale di garantirgli l’ossigenazione del cervello mantenendogli libere le vie respiratorie, dovrà sistemarlo in una posizione semireclinata, applicargli compresse fredde sulla fronte e, in presenza di vomito girargli il viso lateralmente per evitare l’aspirazione.

Ischemia

Con questo vocabolo si intente una diminuzione o una cessazione completa della quantità di sangue in un specificato distretto vasale, disfunzione che provoca un successivo stato di sofferenza nello stesso distretto che può comportare gravi complicazioni a tutti gli organi interessati.

La causa principale è da attribuire ad un restringimento della cavità interna delle vene o lume determinato dalla contrazione della parete muscolare, da una compressione esterna quali cicatrici, tumori, eccetera, dall’ispessimento della parete stessa legato ad arteriosclerosi, a processi sia infiammatori che degenerativi , da trombi, da emboli e da molto altro. Si parla di ischemia transitoria quando la patologia si verifica senza originare modificazione a livello del lume dei vasi colpiti, questo in seguito ad una improvvisa richiesta di un’elevata quantità di sangue in un altro vaso sanguigno sia vicino che lontano.

I danni causati da un’ischemia dipendono dalla sua entità, dalla sua durata, dal fatto che colpisca un vaso terminale o meno, dalla sua durata, dalle esigenze del tessuto colpito e al suo stato di conservazione prima dell’attacco ischemico. Infatti, devi tenere presente che il miocardio ed il tessuto nervoso sono in grado di sopportare un’ischemia di brevissima durata. L’ischemia temporanea si manifesta con un formicolio agli arti se tenuti in posizioni coatte, con zoppicamento intermittente e con una vasocostrizione. Al contrario, i vari tipi di infarto rientrano tra le ischemie permanenti.

Aneurisma

Con questa definizione si indica una dilatazione di una parete dell’arteria, di una vena o del cuore. L’aneurisma arterioso si presenta come una vera e propria dilatazione del vaso e, soprattutto, si localizza prevalentemente a carico dell’aorta. Sono diverse le cause che lo origina e tutte legate alla posizione che viene colpita. La prima e più frequente causa è , senza ombra di dubbio ed detta dei più rinomati medici del settore, l’arteriosclerosi seguita da traumi a carico dell’istmo aortico ossia il punto di passaggio esistente tra l’aorta discendente e l’arco aortico.

L’aneurisma che colpisce la zona aortica si manifesta in alti modi vale a dire con tosse, raucedine, difficoltà a respirare ed a deglutire, dolore localizzato alla schiena, al torace o in quella retrosternale. Mediante esami radiologici quali la tac, l’ecografia e le radiografie con senza mezzo di contrasto, ti permetteranno di individuare la presenza di un’aneurisma. Solitamente l’unico rimedio ad una aneurisma, che si verifica quasi esclusivamente in condizioni di emergenza, rimane l’intervento chirurgico. Si parla di aneurisma ventricolare quando si verifica una dilatazione della parete cardiaca, distensione che genera una specie di sacca. Di solito, sotointende una complicazione a seguito di un infarto al miocardio. Questa patologia arriva a ridurre le contrazioni del cuore e a creare scompenso cardiaco.
Si definiscono aneurismi cerebrali o congeniti quelli che formano una dilatazione di un segmento di arteria, di solito, vicino ai vasi arteriosi del cervello. Questa pericolosa malattia manifesta questa rottura con un’emoraggia anche grave che può condurre al decesso. Anche in questo caso, una volta individuata questa patologia con un’angiografia cerebrale, l’unico rimedio è l’intervento chirurgico che dovrà essere valutato se necessario e, soprattutto, possibile. Inoltre, tiene presente che esiste anche l’aneurisma dissecante o dissezione aortica ovvero una dilatazione dell’aorta causata dal cedimento della parte interna delle pareti delle vene. La causa principale di questa malattie è, secondo studi medici, l’arteriosclerosi. I suoi sintomi sono un dolore straziante, primariamente, al torace, al collo, alla schiena. Il trattamento prevede ricovero ospedaliero ed intervento chirurgico senza il quale la situazione resta grave.

Prevenzione Ictus, Ischemia ed Aneurisma

Adottando alcuni semplici comportamenti è possibile prevenire queste patologie, prima che le malattie si manifestino, tenerle sotto controllo ed evitare recidive. Dovrai, per tutelare la tua salute, solitamente cambiare le tue abitudini alimentari, tenere conto sia dei fattori di rischio a te non imputabili quali l’ereditarietà, il sesso e l’età, che di quelli a te imputabili come lo stress, lo stato ansioso, l’ipertensione arteriosa, l’obesità, l’ipercolesterolemia, i trigliceridi, il diabete, eccetera, le cattive abitudine alimentari, la vita sedentaria, l’abuso di alcolici e fumo, eccetera.
Dovrai adottare un’alimentazione povera di grassi e di sale per favorire la riduzione della pressione arteriosa, del colesterolo e dei trigliceridi oltre che per facilitare la perdita di peso in eccesso. Inoltre sarà fondamentale che tu consumi maggiormente verdura di stagione che essendo ricca di fibre, sali minerali ed antiossidanti ti darà un valido aiuto per il controllo dei grassi nel sangue, prediligi legumi, carni bianche poiché contengono meno grassi saturi, pesce che invece contiene i benefici grassi polinsaturi e, rammenta di adottare delle cotture leggere senza aggiunta di condimenti, optando solo per l’olio extra vergine di oliva usato a crudo.

Non dimenticare di ridurre il consumo di zuccheri, pertanto è meglio che non esageri con la frutta in quanto ne è particolarmente ricca, concediti dolci solo saltuariamente, non più di due o tre volte a settimana. Sradica le tue cattive abitudini eliminando la tua eventuale dipendenza da fumo e/o alcool, riduci le quantità di cibo a favore di una migliore qualità , non consumare pasti troppo abbondanti e composti da pietanze elaborate e svolgi un’adeguata e costante attività fisica. Tutti questi accorgimenti hanno come principali scopi quelli di evitare l’aumento di grassi circolanti e di deposito nel tuo organismo, l’accumulo di liquidi e il rallentamento della digestione, fattori che, senza il rispetto di queste poche regole, diventerebbero i responsabili principali di ictus, ischemia e aneurisma.

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