La Fecondazione Assistita

La Fecondazione Assistita

La fecondazione assistita comprende una serie di tecniche utili a superare l’infertilità di coppia, problema che affligge sempre più persone a causa anche della tendenza a posticipare la gravidanza probabilmente per fattori socio economici o per scelte personali.

Quando si ricorre alla fecondazione assistita

Le cause che portano a ricorrere alla fecondazione assistita sono diverse e in base ad esse cambia anche la tecnica utilizzata, solitamente se dopo un anno di rapporti non protetti non si riesce a procreare, inizia la fase della diagnosi volta a capire l’origine del problema, dopo la diagnosi si sceglie con il proprio medico il percorso più idoneo. Nel caso in cui vi sia una corretta ovulazione e una popolazione di spermatozoi accettabili nell’uomo:

– la maggiore causa di infertilità di coppia è dovuta ad un fattore pelvico caratterizzato da aderenze pelviche causate a loro volta da endometriosi o infezione pelvica,

– la seconda causa è invece la contrattilità uterina e quindi inadeguata a far arrivare gli spermatozoi dalla vagina fino alle tube.

 

Tecniche di fecondazione assistita

Inseminazione artificiale
Le modalità di fecondazione artificiale vengono divise in tecniche di primo livello e di secondo livello. L’inseminazione artificiale è una tecnica di primo livello e può essere considerata la più semplice in quanto imita la fecondazione naturale. Si ricorre a questa tecnica quando gli spermatozoi hanno un’insufficiente motilità e di conseguenza non riescono ad arrivare alle tube, luogo in cui avviene la fecondazione dell’ovulo. In questo caso si parla di oligoastenospermia. Prima di effettuare la fecondazione assistita vengono selezionati gli spermatozoi più adatti, gli stessi vengono introdotti direttamente nell’utero attraverso l’uso di un catetere. Solo raramente vengono depositati nella vagina, nel canale cervicale o nelle tube, ma si tratta di tecniche con minori probabilità di successo. Il tutto avviene in modo programmato perché vengono stimolate le ovaie affinché producano più follicoli al fine di aumentare le probabilità di una gravidanza, vengono controllate le dimensioni degli stessi e al momento opportuno, tramite ormoni, viene stimolato il rilascio dell’ovulo. Nello stesso giorno il donatore consegna un campione di liquido seminale, lo stesso viene trattato per separare gli spermatozoi mobili da altre componenti del liquido, si procede quindi con l’inseminazione. Questa tecnica ora può essere eseguita anche in Italia con donatore esterno, si ricorre a tale figura quando il partner non ha produzione di spermatozoi o gli stessi non sono idonei. Il ricorso a donatori esterni è frutto di una sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa.
Fecondazione assistita in vitro
La fecondazione in vitro o FIVET, è un procedimento che si realizza fuori dall’utero materno, viene utilizzata quando dopo diversi tentativi di inseminazione artificiali non c’è gravidanza, in caso di endometriosi, insuccesso dovuto a problemi alle tube, fattore maschile. Il ciclo per una FIVET dura solitamente quattro settimane, anche in questo caso vi è stimolazione ovarica perché si preferisce avere a disposizione più follicoli per aumentare le probabilità di gravidanza e ridurre il ricorso a terapie prolungate nel tempo, queste, infatti, sono particolarmente logoranti per la donna. Quando i follicoli sono abbastanza sviluppati si procede alla somministrazione di hgc (Gonadotropina Corionica Umana), anche definito l’ormone della gravidanza, dopo 36 ore gli ovociti sono pronti per il prelievo, questo avviene con un ago sottilissimo inserito nella vagina. A questo punto gli ovociti vengono controllati e messi in incubazione per alcune ore. Nel frattempo si procede al prelievo di liquido seminale da cui si ricavano gli spermatozoi, quindi ovociti e spermatozoi si mettono in contatto nel liquido di coltura. Dopo circa 20 ore si controlla se vi è stata fecondazione, in caso affermativo il trasferimento degli ovuli fecondati nell’utero avviene solitamente dopo 2 o 3 giorni dal prelievo.
Nel caso in cui ci sia una grave infertilità maschile è possibile procedere con la tecnica denominata ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection), anche in questo caso si tratta di una FIVET, ma vengono fecondati singoli ovociti con un singolo spermatozoo.
La fecondazione in vitro può avere diverse combinazioni, nel senso che se gli ovuli materni non sono di buona qualità e quindi idonei alla fecondazione, oppure la donna non produce ovuli neanche in seguito a stimolazione ormonale, si può procedere con una donazione di ovuli da parte di un soggetto esterno, nel caso, invece, in cui una parte degli spermatozoi del partner maschile non sia idonea a fecondare è possibile procedere ad una preventiva selezione degli stessi, infine, anche in questo caso è possibile ricorrere a donatore esterno.

 

Normativa per la fecondazione assistita

La fecondazione assistita in Italia è regolata dalla legge 40 del 2004 che però ha un percorso travagliato in quanto è stata sottoposta ad un referendum ed in seguito modificata da diverse pronunce della Corte Costituzionale che, di volta in volta, hanno fatto cadere alcuni divieti, ad esempio quello relativo alla diagnosi pre-impianto e il discusso divieto di fecondazione eterologa. Si parla di fecondazione eterologa quando è necessario utilizzare ovuli o sperma di una persona estranea alla coppia, in questo caso è stabilito che il donatore deve restare anonimo, non è possibile per i genitori scegliere caratteristiche fisiche specifiche dei donatori, ma è necessario vi sia una ragionevole compatibilità, in particolare questa norma evita che vi sia fecondazione eterologa tra persone che hanno razze diverse, ma non permette di selezionare caratteristiche genetiche specifiche, ad esempio il colore degli occhi o dei capelli. Regole anche per l’età, infatti, la ricevente deve avere massimo 43 anni (ritenuto il limite naturale in cui può aversi una gravidanza), mentre la donatrice un’età compresa tra 20 e 35 anni, per il donatore maschio il limite minimo di età è 18 anni ed il massimo 40 anni di età. Per ciascun donatore o donatrice si prevede un limite di 10 nati, ma chi ha avuto accesso alla fecondazione eterologa e ha avuto un figlio, può chiedere una seconda inseminazione con lo stesso donatore o donatrice.

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