Malattie Veneree: sintomi e approfondimenti

Malattie Veneree: sintomi e approfondimenti

Le malattie veneree

La malattie veneree sono patologie che vengono trasmesse tramite rapporti sessuali non protetti. La percentuale di persone che attualmente viene colpita da questo genere di patologie è preoccupantemente alta, cosa che dimostra come ci sia molta disinformazione sia sui sintomi che sulle modalità di trasmissione. Soprattutto tra i giovani, i dati esistenti mostrano cifre allarmanti. Spesso per pudore o per immaturità non è semplice per i ragazzi affrontare l’argomento in famiglia o a scuola e l’unico momento in cui se ne parla è con il proprio amico/a del cuore. Tuttavia questo non basta e un’opera di prevenzione e di approfondimento con personale esperto su una tematica così delicata e importante dovrebbe essere obbligatoria.

Le tipologie di malattie veneree

Lo spettro di patologie sessualmente trasmissibili è ampio e può dividersi in quelle provocate da infezione batterica, come clamidia, gonorrea e sifilide; quelle di origine virale come il temutissimo AIDS, il papilloma virus o l’herpes genitale. Un’altra categoria di organismi, i cosiddetti parassiti, possono provocare una ulteriore malattia, la tricomoniasi. La pericolosità di queste malattie varia in base alla caratteristica dell’organismo infettante: possono dare origini a fastidi localizzati che però non sono nocivi per la salute e che si risolvono in modo relativamente semplice oppure, nei casi più gravi, l’infezione può causare malattie gravi che possono condurre anche alla morte. E’ fondamentale, quindi, avere una conoscenza approfondita dei pericoli che si corrono ad avere rapporti sessuali non protetti.

I sintomi delle malattie veneree

Capita spesso che le infezioni non portino a sintomi evidenti e i parassiti possono rimanere in stato quiescente, ossia inattivi, anche per molto tempo, per poi attivarsi e provocare danni più o meno gravi al corpo. Sintomi che chiaramente fanno intuire di aver probabilmente contratto una malattia venerea possono essere: perdite di muco o di liquido maleodorante, fastidiosi e persistenti pruriti nella zone genitali come pene e vagina, formazione di vere e proprie ulcere. Le malattie asintomatiche, però, sono le più pericolose in quanto la persona infetta può continuare ad avere rapporti non protetti, aumentando il rischio di infettare i partners.
Qualora si pensi di aver contratto una malattia venerea, è necessario recarsi quanto prima dal proprio medico curante per una diagnosi sicura e cominciare l’adeguata terapia.

Come evitare il contagio

Quando non si ha un partner stabile è sempre consigliabile usare il profilattico come protezione durante i rapporti sessuali. L’utilizzo della pillola anticoncezionale o sistemi affini evita l’instaurarsi di gravidanze indesiderate ma non protegge dal contagio di queste malattie, deve quindi essere integrato con altri metodi contraccettivi. Negli uomini si è visto che la circoncisione può aiutare a diminuire il rischio ma è sempre preferibile affiancare l’utilizzo anche del profilattico.

Le principali malattie veneree

Tra le patologie dovute a infezione virale, una delle più pericolose e mortali è quella dovuta al virus dell’HIV che determina l’AIDS. La malattia consiste in un indebolimento progressivo del sistema immunitario che, una volta seriamente compromesso, diventa inefficiente a proteggere il corpo, il quale può cominciare a sviluppare tumori e infezioni. Una volta contratto il virus si acquista lo stato di “sieropositività”, nel quale tale virus è in forma latente, può essere trasmesso ad altre persone e solo quando si attiva dà origine allo stadio di malattia conclamata (l’AIDS). Un individuo sieropositivo può rimanere in questa fase per molti anni, utilizzando dei pool di farmaci che rallentano l’attivazione vera e propria del virus. Le modalità di trasmissione sono: i rapporti sessuali non protetti sia orali, che vaginali, che anali. Basta anche un solo rapporto per il contagio. Si può prendere il virus anche attraverso contatto con sangue infetto tramite siringhe, trasfusioni, rasoi, spazzolini o da madri sieropositive verso il proprio bambino durante il parto.

Il papilloma virus è una malattia venerea dovuta a un virus di cui esistono centinaia di varianti. La maggior parte di esse provoca infezioni fastidiosi ma che non portano a un rischio di vita mentre solo una piccola percentuale di questi virus comporta un elevato rischio di sviluppare tumori (principalmente all’utero femminile o dell’uretra maschile). Nella sua forma più comune, il papilloma virus provoca la comparsa di escrescenze simili a verruche nelle zone genitali (ano, pube, pene, testicoli, collo dell’utero e vagina). In genere tali condilomi devono essere eliminati chirurgicamente per evitare che si estendano e che peggiorino i sintomi. Anche in questo caso la forma di contagio principale sono i rapporti sessuali non protetti e il contatto tra fluidi corporei infetti.

L’herpes genitale è un virus simile a quello che provoca la comparsa di vesciche sulla bocca. Una volta contratto non può essere debellato ma può essere tenuto sotto controllo tramite terapia farmacologica. Avere l’herpes genitale espone a un rischio più elevato di contrarre il virus dell’HIV se si hanno rapporti non protetti. I sintomi sono un senso di bruciore e di formicolio nella zona dove si formeranno vescicole dolorose.
Le infezioni batteriche possono provocare la gonorrea, causata dal batterio “Gonococco”, che è localizzato nella faringe, nell’ano e nelle mucose della persona infetta. Questo fa si che anche un rapporto sessuale non completo possa portare al contagio. La malattia porta a perdite biancastre e maleodoranti, bruciore agli organi sessuali, infiammazioni e rapporti sessuali dolorosi. Se non curata può degenerare in modo pericoloso fino a portare a sterilità.

La sifilide è causata dal batterio “Treponema Pallidum”, che è presente in nelle secrezioni corporali della persona affetta. Di conseguenza la percentuale di contagio è molto alta ed è una malattia difficilmente diagnosticabile perché i sintomi possono facilmente essere confusi con quelli di altre patologie. I sintomi prevedono la formazione di un nodulo nel punto in cui è penetrato il batterio, il quale poi si trasforma in una lesione simile a un’ulcera, inizialmente non dolorosa. Se non curata la malattia si estende con ingrossamento dei linfonodi e comparsa di altre ulcere anche in altre zone del corpo.
La clamidia è un tipo di infezione batterica molto comune, soprattutto perché spesso è asintomatica ma, se non curata, può dare problematiche serie. Viene trasmessa dal batterio “Chamydia Trachomatis”.


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