Le patologie mediche pìù diffuse

Le patologie mediche pìù diffuse

L’Italia come tutti i paesi industrializzati ha una popolazione che manifesta patologie riconducibili al progresso e al benessere raggiunto grazie allo stesso.
Tra queste ci sono proprio le patologie dismetaboliche che si manifestano con l’innalzamento dei valori del colesterolo (HDL e LDL), della glicemia (diabete), dei grassi come trigliceridi. Sono appunto dette “malattie del benessere” direttamente collegate a un’alimentazione che supera quotidianamente il fabbisogno di calorie (anche con lo junk food=cibo spazzatura) con l’introduzione di un eccesso di grassi che provocano un superlavoro dei principali organi come cuore, polmoni, fegato, reni.

Direttamente connesse a queste patologie sono quindi l’obesità e il sovrappeso che si manifesta già dall’infanzia e che predispone a una vita sempre esposta al rischio di prendere peso.

Le patologie dismetaboliche sono direttamente connesse anche all’ipertensione che espone pericolosamente chi ne è affetto a una serie di malattie cardiovascolari che possono manifestarsi anche in età relativamente precoce, se non individuate e trattate con una terapia mirata.
Le patologie cardiache
Sono la prima causa di morte in Italia seguita dai tumori soprattutto al polmone, al seno, all’utero, al colon-retto, al fegato, al pancreas, alla pelle (carcinoma spinocellulare, basocellulare, ecc).
Le malattie cardiache hanno diverse forme che possono in taluni casi dare dei segnali premonitori come l’angina pectoris, l’affanno nei controlli sotto sforzo ma anche senza un motivo apparente, capogiri, edemi periferici (soprattutto agli arti inferiori o ai polmoni), tachicardia, ecc.
L’incidenza di tali patologie è aumentata anche in considerazione dell’invecchiamento graduale e sempre più incisivo della popolazione, che oggi permette di vivere in media fino agli 84 anni le donne e 78 gli uomini.
Un tale quadro sociale suggerisce quindi la necessità delle strutture ospedaliere di attrezzarsi in rapporto a un’incidenza tendenzialmente in aumento di tali patologie che richiedono interventi il più possibile tempestivi per salvare la vita del paziente.
Per la diagnosi i medici indagano principalmente sulla storia familiare del paziente ed eseguono esami specifici come l’elettrocardiogramma (anche da sforzo o con Holter) l’ angiografia, la coronarografia, l’ecocardiogramma, la radiografia al torace, la TAC.
Esami accurati possono accertare con estrema precisione la patologia cardiaca per definire la terapia o l’intervento più appropriato al fine di correggere l’anomalia.
Patologie respiratorie e allergie
Connesse direttamente al progresso, all’inquinamento dell’aria soprattutto nei centri urbani e più specificatamente al fumo di sigaretta, sono le patologie respiratorie (bronchite, polmonite, asma, enfisema, fibrosi polmonare) e le allergie che colpiscono più del 10% della popolazione.
E’ essenziale puntare sulla prevenzione soprattutto per quanto riguarda il tabagismo e anche il fumo passivo, che è pericoloso quanto quello in prima persona, perché è la prima causa di tumore al polmone sia negli uomini che nelle donne.
Le cure per le altre patologie respiratorie mirano ad alleviare i sintomi connessi spesso invalidanti come tosse, dolore toracico, difficoltà di respirazione, febbre.
Le patologie gastrointestinali
Lo stress, l’alimentazione sbagliata, i cibi consumati in fretta possono portare a disturbi come il reflusso gastrico, l’esofagite, il bruciore di stomaco, la stipsi, il meteorismo (gas intestinale) che, se si manifestano in modo leggero e sporadico, possono anche essere alleviate con farmaci da banco o una correzione dell’alimentazione. Basta infatti evitare cibi irritanti della mucosa gastrica o preferire un’alimentazione più leggera, ricca di fibre e con più liquidi.
In altri casi invece trascurare segnali persistenti delle patologie gastrointestinali può voler dire sottovalutare il problema, quindi una malattia più seria.
I costi sociali e sanitari di tali patologie sono molto alti in quanto colpiscono almeno il 12,7% della popolazione che si vede costretta ad assenze dal lavoro e a conseguenti esami medici per individuare la causa e definire la terapia.
Patologie in aumento come emicrania e cefalea
In Italia secondo la SISC (Società italiana per lo studio delle cefalee) circa 12 milioni di persone, in particolare le donne, manifestano periodicamente emicrania e/o cefalea e il comune mal di testa, spesso curati con l’ auto medicamento, quindi con analgesici e antinfiammatori da banco.
Un male particolarmente diffuso e, anche in questo caso, estremamente penalizzante soprattutto nei casi di emicrania a grappolo e cefalee muscolo-tensive recidive con dolore intenso e persistente.
E’ in questi casi che bisogna inderogabilmente indagare sulla cause (stress, errori di postura, cattiva qualità del sonno, alimentazione), ma anche ciclo mestruale, raramente tumore al cervello, e soprattutto sulla cura che possa permettere al paziente di vivere serenamente la propria quotidianità.
In Italia come detto pochi si rivolgono al medico e affrontano la cura del “mal di testa” recandosi presso uno specialista neurologo.
Le patologie correlate alla terza età
Con l’invecchiamento della popolazione, oltre alle suddette patologie, ci sono anche altre malattie tipiche negli anziani tra cui l’artrite, l’artrosi, l’osteoporosi soprattutto nelle donne, ma anche malattie neurologiche di tipo degenerativo come il parkinsonismo, l’ Alzheimer, la demenza senile, la depressione. Tutte patologie che comportano l’efficienza di una rete di assistenza sanitaria geriatrica che possa intervenire in modo consono rispetto a malattie tipiche della terza età.
L’anzianità in se non deve essere considerata come una malattia, in quanto la medicina di oggi mira a una buona qualità della vita intervenendo anche in modo importante e mininvasivo per allungare ottimisticamente l’aspettativa di vita, con la possibilità di rendere il paziente autosufficiente o comunque non bisognoso di un’assistenza continua.
E’ per questo che sono necessari controlli periodici, specie dopo i 65 anni e in particolare per le donne a seguito dell’entrata in menopausa, anche in previsione di una cura sostitutiva che possa attenuare i fastidi a essa correlati.
Per quanto riguarda le malattie neuro degenerative c’è anche il coinvolgimento di famiglie che assistono gli anziani disabili e non autosufficienti anche con l’aiuto dei servizi socio assistenziali locali.
Le malattie sessuali sempre più diffuse tra i giovani
Anche le malattie sessuali sono tra le malattie più diffuse in Italia a causa della scarsa informazione ma anche del mancato uso di protezioni come i preservativi e della promiscuità di rapporti occasionali.
Un’indagine della European Center for Diseases del 2012 parla di circa 500 mila nuovi casi ogni anno che comprendono patologie sessualmente trasmissibili come la candida, la clamidia, i condilomi e, in percentuale minore, la sifilide e la gonorrea. Le più note come l’AIDS e il Papilloma Virus hanno un’incidenza minore ma sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi 2 anni, per un calo della percezione in rapporto alla pericolosità delle stesse e ancora una volta per scarsa informazione.

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