Malattie del Fumo Attivo e Passivo

Malattie del Fumo Attivo e Passivo

Malattie del fumo attivo e passivo Le numerose patologie malattie del fumo attivo e passivo dipendono dal fatto che tali sostanze, una volta inalate, arrivano al torrente circolatorio dove, trasportate dal sangue, sono in grado di raggiungere tutti gli organi ed apparati del corpo umano, modificandone il fisiologico funzionamento.
Questo spiega il perchè tali patologie non sono unicamente a carico dell’apparato respiratorio, bensì interessano molti altri distretti anatomici.

La dannosità del fumo dipende dalla produzione di due differenti tipologie di sostanze, che sono:
– sostanze tossiche
– sostanze irritanti.

MALATTIE DEL FUMO : SOSTANZE TOSSICHE NEL FUMO

Appartengono a questa categoria:
* Nicotina ( responsabile della stimolazione gangliare, depressione, ed azione promuovente sui tumori)
* Monossido di carbonio, responsabile del processo di anossia (riduzione del trasporto di ossigeno) delle cellule
* Benzopirene (implicato nella carcinogenesi)
* Catrame
* Benzene
* Particolato carbonioso, composto appartenente al gruppo delle ”polveri fini”.

MALATTIE DEL FUMO : SOSTANZE IRRITANTI

* Formaldeide (implicata nel processo di irritazione delle cilia epiteliali)
* Acido formico
* Fenoli
* Ammine ed ammoniaca
* Idrocarburi aromatici policiclici
* Sostanze ossidanti di varia natura

Le malattie legate al fumo possono essere suddivise in rapporto alla zona anatomo-funzionale colpita.

L’apparato più direttamente coinvolto nella genesi di patologie malattie causate dal fumo è chiaramente quello respiratorio in quanto esso viene colpito massivamente.

Le principali malattie respiratorie del fumo attivo e passivo sono:

– bronchite acuta e/o cronica
– polmonite
– asma bronchiale
– enfisema polmonare
– carcinoma della cavità orale
– carcinoma laringeo
– carcinoma polmonare

Le sostanze prodotte dal fumo hanno efetto irritante sulla mucosa tracheo-bronchiale, producendo, in un primo tempo, infammazione ed aumentata produzione di muco, fattori predisponenti a bronchiti.
Successivamente possono determinare il richiamo di leucociti nel polmone, con aumentata produzione locale di elastasi e susseguente danno al tessuto alveolare, causa di enfisema.
In particolare i catrami ed i loro idrocarburi policiclici sono potenti cancerogeni e promotori tumorali e sono coinvolti nella genesi degli adenocarcinomi dell’epitelio bronchiale, denominati ”carcinomi broncogeni’

Sembra che la perdita di difese mucosali possa condurre a: colonizzazione batterica (nel 30% dei casi di fumatori di lunga data), con la conseguente malattia cronica ostruttiva polmonare, anche detta broncopatia cronica ostruttiva (BPCO), mutazioni nell’epitelio ed alterazioni del fenotipo dei macrofagi, che promuovono ulteriori mutazioni e l’induzione (probabilmente)
di neoplasie maligne (carcinoma in situ) rapidamente trasformabile in carcinoma metastatico.

A livello dell’apparato cardio vascolare, il fumo è causa di gravi patologie, legate al processo di vasocostrizione indotto dalla nicotina.

Malattie del Fumo cardio vascolare

– infarto miocardico
– angina pectoris
– ictus
– aneurisma
– arteriosclerosi

Le sostanze dannose inalate provocano generalmente un’ accelerata aterosclerosi, ed un aumento della sua conseguenza più grave, l’infarto miocardico.
Il meccanismo d’azione è legato a:
* aumentata aggregazione piastrinica
* aumentata aggregazione dei trombociti
* diminuita disponibilita di ossigeno per il miocardio (patologia polmonare + monossido di carbonio)
* aumentata richiesta di ossigeno
* diminuita soglia di fbrillazione ventricolare

Circa un terzo degli infarti del miocardio possono essere attribuiti al fumo di sigaretta, che risulta sinergico ”moltiplicativo” con ipertensione ed iper colesterolomia.

Il fumo di sigaretta ha sia attivita pro-infammatoria sia immuno-soppressiva, in quanto si possono distinguere:
– efetti acuti del fumo su macrofagi e cellule epiteliali che promuovono fogosi inducendo il reclutamento di
cellule dal microcircolo polmonare.
-il fumo riduce i meccanismi innati di difesa che sono mediati da macrofagi, cellule epiteliali, cellule dendritiche, aumentando la gravità e la durata delle infezioni.
– il passaggio a patologie più gravi è associato alla ridotta capacità dei macrofagi di uccidere gran parte di
microbi e virus, alla perdita della capacita di rimuovere cellule morte, alla modifcazione chimica e degradazione della matrice extra-cellulare.
Recenti ricerche hanno evidenziato che, dopo un periodo prolungato di esposizione al fumo di sigaretta, si possono formare aggregati linfoidi di linfociti T e B associati che si uniscono ad auto anticorpi con conseguenti malattie auto immuni.

Altre patologie correlate al fumo sono a carico dell’apparato tegumentario.

Si è notata una maggiore difficoltà nel processo di cicatrizzazione a causa di anomalie del funzionamento di fibroblasti e macrofagi, responsabili del corretto procedimento di guarigione di ferite o fratture.
Inoltre è risaputo che il fumo accelera i processi di invecchiamento della pelle, a causa di un’alterata sintesi di collagene e della diminuita sintesi di vitamina A.
Anche la stimolazione del funzionamento enzimatico della ”elastasi” coopera a tale processo, causando una degenerazione della elastina.
Per alcune malattie dell’apparato cutaneo, il fumo si è rivelato agente co-cancerogeno su lesioni pre-esistenti (acne).

Il fumo sembra intervenire anche a livello della fertilità maschile e femminile, diminuendola e rendendo più difficoltoso il concepimento. Inoltre è risaputo come il fumo materno aumenti i rischi di aborto spontaneo e di nascite pre-termine.
I neonati di madri fumatrici durante la gestazione sono di solito sotto peso.
Se la madre smette di fumare prima della gravidanza, sembra certo che non sussistano conseguenze per il feto.

Anche l’inalazione di fumo prodotto da altri (fumo passivo) porta efetti negativi.
Il rischio di cancro dei polmoni in persone non fumatrici che vivono in ambienti fumosi e di circa 1.3 volte maggiore rispetto ai non fumatori.
Ancora maggiore e l’aumento di rischio di aterosclerosi accelerata, con le sue conseguenze di malattia ischemica coronarica.
Bambini che vivono in case in cui i genitori fumano presentano una aumentata incidenza di patologie respiratorie ed asmatiche.
L’enfsema, se presente, non regredisce piu, anzi ha un andamento tendenzialmente progressivo.

Per chi decide di smettere di fumare, tuttavia, esiste una buona prospettiva di vita.
Il rischio di morte complessivo dei fumatori di qualunque età e più alto rispetto a quello dei non fumatori
Questo aumento di rischio si riduce dopo cinque anni di astinenza, ma non ritorna uguale a quello dei non fumatori.
In particolare l’aumentato rischio di sviluppare un carcinoma si riduce progressivamente in 15 anni ma non torna mai ai livelli caratteristici dei non fumatori.
Le patologie legate all’enfsema invece sono irreversibili.
Sicuramente uno stile di vita più salutare, unito ad una dieta approppriata, ad una discreta attività fisica e ad un fisiologico bioritmo sonno-veglia possono rivelarsi scelte vincenti per coloro che decidono di non fumare più.


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