Medico competente Roma : come riconoserlo

Medico competente Roma : come riconoserlo

Medico competente aziendale a Roma : consigli per riconoscerlo
Riconoscere un medico competente a Roma sarebbe un compito limitato ai soggetti che devono collaborare a stretto contatto con questa figura, alla quale l’ordinamento ha assegnato funzioni di controllo e sorveglianza diretta dei lavoratori e del loro stato di salute nell’ambiente lavorativo.
Il soggetto che più di ogni altro è tenuto a verificare il possesso dei requisiti richiesti dalla legge per l’esercizio legittimo delle funzioni è quindi il datore di lavoro, nel momento in cui deve sceglierlo come suo referente diretto in merito alla situazione sanitaria riguardante i propri dipendenti.
La legge, solo di recente, è intervenuta a specificare il percorso formativo e abilitativo all’esercizio regolare della professione, istituendo un elenco presso cui devono essere iscritti i medici competenti e che si consiglia al datore di lavoro di consultare on-line, effettuando una ricerca nominativa.
Nello specifico i medici competenti che svolgono l’attività come dipendenti o collaboratori di una struttura esterna di natura pubblica o privata convenzionata con l’imprenditore, hanno l’obbligo di comunicare il possesso dei titoli di idoneità alla professione, come stabilito dal Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, al Ministero della Salute, che provvede all’aggiornamento dell’elenco, attraverso verifiche, anche a campione, dei titoli dichiarati tramite autocertificazione. Qualora il controllo rilevi la presenza di false dichiarazioni o irregolarità, si procede all’immediata cancellazione del medico dalla lista.
L’elenco nazionale dei medici competenti è gestito da un ufficio della Direzione Generale della prevenzione sanitaria come previsto dal Decreto dirigenziale 4/03/2009.
Il riscontro del nominativo nella lista tenuta dal ministero competenze è quindi l’accertamento principe da compiere, considerato che per iscriversi è necessario aver conseguito determinate qualifiche ed abilitazioni.

Chi è il medico competente

Il Medico Competente è una figura professionale la cui definizione è stata specificata per la prima volta dal comma 1, lett. h) dell’art. 2 del decreto 81/2008.
Secondo questa disposizione costui è il professionista che possiede uno dei titoli e requisiti di formazione e professionali così come previsti dall’art. 38 dello stesso decreto e che coadiuva il datore di lavoro nella valutazione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa.
A questo scopo è nominato direttamente dal datore per svolgere la sorveglianza sanitaria e tutti gli altri compiti previsti dal decreto.
Il legislatore ha deciso che il medico competente sia riconoscibile non solo in base al possesso di particolari qualifiche formali, ma anche da una solida esperienza professionale sul campo.
Questa figura, infatti, deve essere in possesso di nozioni anche di tipo pratico poiché deve collaborare non solo con il datore di lavoro, ma anche con il responsabile dell’attività di prevenzione e protezione.
Il medico competente non si limita a sottoporre il lavoratore alle visite periodiche obbligatorie previste dalla legge, ma è un vero e proprio consulente specialistico per tutto ciò che concerne l’aspetto sanitario del lavoro, con il compito di consigliare e stimolare il titolare dell’azienda nelle relative decisioni, svolgendo una funzione attiva anche nella individuazione dei rimedi che di volta in volta si rendono necessari.
Richiamando i concetti di particolarità, esperienza e tecnica, previsti dall’art. 2087 c.c., il decreto 81/ 2008 ha ribadito il principio del dovere di aggiornamento continuo, adeguato agli standard di sicurezza richiesti dalle continue innovazioni in ambito scientifico e tecnologico.
Il legislatore inoltre ha voluto dare una definizione ampia della salute e della sicurezza dei lavoratori. Essa riguarda non solo la prevenzione delle patologie, ma il benessere completo dei lavoratori, ai quali è stato riconosciuto il diritto di lavorare in condizioni ottimali, in un ambiente non solo sano e sicuro, ma anche sereno.

 

Quali sono i requisito del medico competente

L’art. 38 dell’art. 81/2008 elenca i titoli e i requisiti di cui il medico deve essere in possesso e che spetta al datore appurare.
Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario infatti aver conseguito le seguenti qualifiche:
1) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
2) attività di docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
3) essere in possesso dell’autorizzazione prevista dall’art. 55, d. lgs. 277/1991 (l’attività di medico competente poteva essere svolta se autorizzata dall’assessore regionale alla sanità territorialmente competente, anche in assenza del titolo di specializzazione, a condizione che l’interessato, laureato in medicina e chirurgia, fosse in grado di dimostrare documentalmente il possesso di un’esperienza professionale nella qualità di medico del lavoro della durata di almeno 4 anni alla datadi entrata in vigore del decreto);
4) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale. L’art. 24 del d.lgs. 106/2009 ha aggiunto la lett. d bis che riguarda solo il ruolo dei sanitari delle Forze armate (inclusa l’Arma dei carabinieri), della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, per i quali è sufficiente aver svolto l’attività di medico del lavoro per almeno quattro anni.
I titoli così come elencati non sono equivalenti poiché i medici specializzati in igiene e medicina preventiva o in medicina legale devono frequentare percorsi di formazione universitaria da stabilire con decreto del Ministero dell’Università e la Ricerca di concerto con il Ministero della Salute.
I soggetti con specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale che alla data di entrata in vigore del decreto n. 81/2008 svolgevano attività di medico competente da almeno un anno negli ultimi tre, sono abilitati a svolgere le stesse funzioni a condizione che producano alla Regione una dichiarazione del datore di lavoro che dimostri lo svolgimento effettivo dell’attività.
In seguito al decreto n.81/2008 non rappresentano più titolo abilitativo alcune specializzazioni mediche come quella in igiene industriale, tossicologia industriale, fisiologia ed igiene del lavoro, clinica del lavoro, medicina delle assicurazioni.
Scompare la clausola secondo la quale con decreto del Ministero della Sanità, di concerto con il Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, potevano individuarsi altre specializzazioni valide per l’abilitazione.
Il titolo di idoneità tuttavia non è più sufficiente: il decreto 81/2008 richiede anche la partecipazione al programma di formazione continua in medicina come previsto dal d. lgs. 229/1999 e l’iscrizione all’elenco dei medici competenti presso il Ministero della Salute, come già precisato, proprio per garantire, attraverso una maggiore trasparenza, la possibilità di controllare le competenze del professionista.
Se per i requisiti formali è possibile affidarsi a diplomi e attestati, discorso diverso deve essere fatto per l’aspetto umano e professionale che si instaura tra datore, medico competente e lavoratori.

 

La precisione, la serietà, la puntualità, lo scrupolo, la disponibilità e l’umiltà sono qualità imprescindibili in qualsiasi professione intellettuale, che devono rappresentare ulteriori elementi di valutazione.

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